TAC

TAC
TAC (G.E. OPTIMA 540 )

Che cos’è?
La Tomografia Computerizzata, indicata con l’acronimo TC, è una metodica di diagnostica per immagini oramai impiegata da più di due decenni e utilizza, così come le metodiche radiologiche tradizionali, Raggi X. La TC infatti, consiste in una particolare applicazione dei Raggi X che, grazie ad una valutazione statistico-matematica (computerizzata) dell’assorbimento di tali raggi da parte delle strutture corporee esaminate, consente di ottenere immagini di sezioni assiali del corpo umano. La TC può essere considerata una delle innovazioni più importanti nello sviluppo della Radiologia dopo la comparsa dei Raggi X, in quanto il suo utilizzo ha permesso di riconoscere lesioni prima difficilmente dimostrabili; inoltre, l’introduzione di apparecchiature più recenti (TC spirale) ha consentito di studiare ampi volumi corporei nel dettaglio e in tempi brevissimi. E’ opportuno ricordare che, pur essendo i raggi X non completamente innocui per la salute, le dosi di radiazioni somministrate durante un esame TC sono molto contenute, ben al di sotto di quelle in grado di provocare alterazioni sulle cellule e sui tessuti umani; inoltre particolari dispositivi di controllo posti sugli apparecchi TC, consentono di ridurre tali dosi a valori minimi, così da poter utilizzare la tecnica su ogni paziente (compresi i bambini), ad esclusione delle donne in gravidanza.La nuova TC in uso presso questo studio ha un nuovo sistema chiamato ASIR che permette una ricostruzione più accurata dei dati grezzi consentendo un’importante riduzione della dose erogata al paziente fino all’80 % mantenendo il valore diagnostico delle immagini

Perché si fa?
Generalmente l’esame TC è considerato un esame di 2° livello, ovvero volto a chiarire dubbi diagnostici di particolare importanza clinica ai quali gli esami radiologici ed ecografici più semplici e meno costosi non sono arrivati a dare una risposta definitiva. La TC rappresenta pertanto attualmente una metodica di diagnostica per immagini oramai largamente diffusa e utilizzata in rapporto a numerose e diverse esigenze cliniche, data la sua possibile applicazione in tutti i distretti corporei. Poiché è in grado di fornire immagini assiali di ogni distretto e, grazie a software dedicati, permette anche la elaborazione tridimensionale delle immagini acquisite, la TC si pone come metodica ottimale per lo studio anche di complesse strutture anatomiche ed è un esame oramai molto utilizzato, specialmente nella valutazione pre-chirurgica. Numerosi sono infatti i campi di applicazione di questo esame: da un uso finalizzato ad una valutazione puramente diagnostica (in ambito vascolare, oncologico, traumatologico, ecc), negli ultimi anni la TC si sta inoltre imponendo come tecnica di fondamentale ausilio nelle procedure interventistiche, sia a scopo diagnostico (ad esempio biopsie TC guidate), sia terapeutico (termoablazioni a radiofrequenza, posizionamento di drenaggi, ecc).

Il mezzo di contrasto
Quasi sempre gli esami TC, in particolare se effettuati a scopo diagnostico, richiedono l’impiego di mezzo di contrasto, ovvero un farmaco a base di Iodio iniettato per via endovenosa. L’uso del mezzo di contrasto per via endovenosa è, ad esempio, di routine nella maggior parte dei protocolli di studio dell’addome o del torace, mentre il suo impiego non è invece strettamente necessario negli esami TC mirati ai distretti ossei e articolari. In casi rarissimi e solo in persone particolarmente predisposte (ad esempio soggetti con storie di allergie), è possibile che in seguito alla somministrazione del contrasto si verifichino invece effetti collaterali (nausea, vomito, reazioni allergiche con manifestazioni cutanee o respiratorie, collasso cardio-circolatorio): in questi casi l’esame viene immediatamente interrotto ed il paziente soccorso dai medici della struttura.

Prima dell’esame
Per poter effettuare la somministrazione di mezzo di contrasto durante l’esame TC, il paziente deve prima effettuare una serie di accertamenti. Sono richiesti obbligatoriamente: creatinemia, e tracciato elettroforetico delle proteine, al fine di escludere la possibile presenza di alcune patologie che impedirebbero l’effettuazione dell’esame (come, ad esempio, Mieloma Multiplo, Morbo di Waldenstrom, Insufficienza Renale). Il paziente deve inoltre essere digiuno da almeno 6 ore, ma può assumere nel periodo antecedente l’esame i farmaci abituali, in quanto la loro assunzione non pregiudica la corretta esecuzione dell’indagine. Di fondamentale importanza, per le pazienti in età fertile, è escludere con certezza lo stato di gravidanza prima di effettuare l’esame, dati i noti effetti teratogeni che i Raggi X hanno sul feto. E’necessario inoltre portare con sé, tutta la documentazione clinico-diagnostica in possesso (precedenti indagini ecografiche, radiografiche, documentazione clinica), in modo da mostrarla al medico, prima dell’esame. Nel caso, inoltre, che il paziente sia allergico al mezzo di contrasto, ma il suo utilizzo risulti indispensabile, sarà necessario effettuare una adeguata preparazione antiallergica a partire dal terzo giorno precedente l’esame, sotto controllo del medico curante.

Il colloquio con il medico
Subito prima dell’inizio dell’esame il paziente viene interrogato dal medico. E’ infatti necessario che il medico radiologo conosca con esattezza il motivo dell’esame per ottimizzare il protocollo d’indagine. A tal fine viene raccolta tutta la documentazione clinico-diagnostica del paziente (cartelle cliniche, esami strumentali, risultati di visite specialistiche, lettere di dimissioni ospedaliere); se il paziente ha già fatto in precedenza altri esami TC è inoltre indispensabile che esibisca l’ultimo controllo TC per poter effettuare un confronto dei reperti eventualmente già evidenziati. Importante è poi segnalare al medico eventuali pregressi episodi di reazioni avverse al mezzo di contrasto, o la presenza di eventuali allergie (stagionali, alimentari, a farmaci ed in particolare allo Iodio).

Come si svolge l’esame
Prima di iniziare l’esame è possibile che il paziente sia invitato a bere acqua pura o con aggiunta di mezzo di contrasto, in base al protocollo di studio. Il paziente viene poi sistemato sul lettino scorrevole dell’apparecchiatura e invitato a rilassarsi e a ridurre al minimo i movimenti volontari. Durante l’esame è necessario che il paziente rimanga immobile e che segua attentamente tutte le indicazioni che gli verranno richieste dal tecnico o dal medico radiologo tramite gli altoparlanti di cui la sala dell’apparecchiatura TC è dotata: è possibile infatti che, durante l’esame, sia richiesto al paziente di trattenere il respiro per alcuni secondi, o di non deglutire. Grazie all’uso di particolari monitor su cui viene riprodotta l’immagine, il medico radiologo può seguire in tempo reale tutto l’esame. L’indagine TC dura in media 5-10  minuti e non è doloroso né fastidioso. Prima dell’inizio dell’esame sarà necessario introdurre un ago in una vena del braccio per poter somministrare il mezzo di contrasto al momento opportuno, tramite un iniettore automatico. l’acquisizione dell’immagine delle strutture corporee del paziente prima e dopo la somministrazione di mezzo di contrasto. Al momento dell’iniezione è possibile percepire un lieve senso di calore e formicolio locale e, dopo alcuni secondi, un senso di calore diffuso in tutto il corpo, nonché un sapore metallico in bocca: queste sensazioni sono del tutto normali e non devono mettere in allarme.

Dopo l’esame
Terminato l’esame diagnostico, il paziente può tornare a casa e riprendere immediatamente le sue normali attività.

Conclusioni
L’indagine TC è dunque una metodica di largo impiego che può essere utilizzata per lo studio di ogni distretto corporeo; essa è una tecnica veloce, che fornisce, rispetto alle metodiche radiografiche tradizionali un numero molto più elevato di immagini del distretto esaminato in tempi molto ridotti, migliorando l’affidabilità dell’interpretazione diagnostica. L’indagine TC è indolore per il paziente, ma provoca l’assorbimento di una dose di radiazioni superiori, rispetto a quelle di una metodica tradizionale, e comunque sempre contenuta in range di valori molto bassi e non nocivi per la salute. L’indagine può essere pertanto anche ripetuta molte volte, sempre in base alla decisione del medico curante o dello Specialista, senza per altro abusarne, data la natura ionizzante dei Raggi X.